La prima riunione ufficiale fra i maggiori esponenti di Karate tenuta a Naha il 25 ottobre 1936 peri divulgare l’arte marziale di Okinawa in tutta la nazione giapponese. Da sinistra dietro: Shimpan Gusukuma, Tsuyoshi Chitose, Chōshin Chibana e il giornalista Genwa Nakasone. Da sinistra davanti: Chōtoku Kyan, Kentsu Yabu, Chōmo Hanashiro e Chōjun Miyagi.

UCHINADI

Il termine Uchina 沖縄 corrisponde nell’idioma hogen ad Okinawa, mentre ti o di 手 significa “mano” intesa come tecnica di combattimento. In generale, questo nome riassume tutte le arti marziali che si sono evolute nell’isola: Tegumi, Karate e Kobudo, rispettivamente lotta, tecnica che predilige le percussioni e tecnica con le armi tradizionali.

Circa il Karate (Mano vuota), prima che questo nome venisse riconosciuto ufficialmente (1936), per un breve periodo vennero utilizzati i termini Shuri-te, Tomari-te e Naha-te (1927) sebbene Tode (Mano dei Tang intesa come Tecnica dell’omonima dinastia cinese) fosse utilizzato già dalla fine del ‘700. Aldilà di ogni disquisizione, la denominazione Uchinadi viene spesso usata in Occidente per differenziare gli stili di Karate nati ad Okinawa rispetto a quelli creati nel Giappone centrale o altrove.

Circa la formazione del Karate di Okinawa, molte persone affermano che la sua evoluzione moderna si deve principalmente all’influenza di Shuri e Naha, le tradizioni più aristocratiche di Okinawa. Circa la tecnica di Shuri (Shuri-te), sappiamo che nacque nei villaggi situati nell’area dell’omonimo castello, sede del sovrano e del governo dell’antico Regno delle Ryukyu, mentre la tecnica di Naha (Naha-te) nacque nella città di Naha, un grande polo commerciale che inglobava l’antico villaggio cinese di Kume. Tuttavia – da un punto di vista sia storico che tecnico – sarebbe più corretto affermare che, senza il contributo dell’umile villaggio portuale di Tomari (Tomari-te) situato sulla strada militare che congiungeva le aree di Shuri e Tomari, il Karate non avrebbe potuto evolversi nella realtà che conosciamo oggi.

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Allenamento con gli scolari di Shinpan Gusukuma al castello di Shuri, Okinawa (1938)

Per documentare questo fatto occorre ricordare che, prima del 1850, lo Shuri-te possedeva solo i kata Kusanku (Kanku) Naihanchi (Tekki), Gojushiho e Passai (Bassai). Kusanku giunse ad Okinawa durante la missione diplomatica del 1756, Naihanchi nel 1838 e Gojushiho nel 1866, mentre Passai venne appreso a Fuzhou nel corso del ‘700. Grazie ai nobili Yara Lidao di Chatan (Chatan Yara) e Kanga Teruya di Shuri (Tode Sakugawa) queste quattro forme giunsero nel giro di pochi anni anche nel Tomari-te. Inoltre, Tomari ottenne il kata Wanshu (Enpi) nel corso della missione diplomatica del 1838. L’antico Naha-te, invece, che anticamente raccoglieva molte forme oggi perdute, possedeva i kata Sanchin, Seisan (Hangetsu) e Sanseru assorbiti da Fuzhou fra il ‘600 e il ‘700. Inoltre, sebbene presente da una data anteriore, il kata Naihanchi venne ufficialmente reintrodotto a Naha nel 1838, ma meno di un secolo dopo venne abbandonato per una questione d’onore.

Il grande cambiamento avvenne verso la metà dell’800 in seguito all’arrivo ad Okinawa di una persona misteriosa. Circa questo fatto, Gichin Funakoshi aveva ottenuto dal suo insegnante Anko Azato una rivelazione che pubblicò sul quotidiano Ryukyu Shinpo nel gennaio 1914. In essa, il futuro fondatore del dojo Shotokan riferì testualmente: “Un cinese del Fujian proveniente da Ahnan che era naufragato a Okinawa insegnò (i kata) Chinto (Gankaku) a Gusukuma ed a Kanagusuku di Tomari. Lo stesso cinese del Fujian insegnò anche Chinte a Matsumora e ad Oyadomari, mentre Yamazato apprese Jiin ed a Nakazato insegnò Jitte. Siccome egli era così ansioso di ritornare a casa in Cina, l’insegnante di Ahnan insegnò vari kata a diversa gente”. Parte di questo testo compare anche nei successivi libri di Funakoshi, fra cui l’affermazione che “l’eredità di Matsumura (Shuri-te) venne ripresa da Azato Anko e quella di Gusukuma (Tomari-te) da Itosu Anko”.

Quello che ad Okinawa si fatica ancora oggi a comprendere è come giunsero le forme Channan (da cui provengono i primi quattro Pinan o Heian), Rohai (da cui provengono le tre versioni Rohai e Meikyo), Wankan, Anan ed altre ancora. È tuttavia certo che Anko Itosu usò entrambi i curriculum di Shuri e Tomari per generare nuovi kata che inglobò in un sistema semplificato chiamato Shorin-ryu che introdusse in seguito nella scuola pubblica di Okinawa. Altrettanto fece suo cugino Kanryo Higaonna con lo Shorei-ryu unendo il curriculum di Naha con altre forme (Saifa, Seyunchin, Seipai, Kururunfa e altre meno note) che importò da Fuzhou.

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Massimo Braglia e Paolo Bolaffio
Sesto Fiorentino, 2000

Nell’ambito della Ahnan Tomari-te Karate-do Organization, il curriculum Uchinadi è incentrato su due lignaggi che provengono dai villaggi di Shuri e Tomari e in secondo luogo dalle aree di Chatan e Nago. Circa i due principali, uno proviene da Hanshi Takayoshi Nagamine, figlio di Hanshi Soshin (Shodai Soke della Matsubayashi-ryu), e l’altro da Hanshi Paolo Bolaffio (Shodai Soke della scuola MakotoKai). Come molti sanno, Hanshi S. Nagamine apprese il Karate da Ankichi Arakaki, Chotoku Kyan, Choki Motobu e Kodatsu Iha. Hanshi P. Bolaffio, invece, ha appreso il Karate di Okinawa dal bushi nascosto Sujino Kinjo di Chiba, esperto nei kata bunkai appartenenti ad entrambe le ryuha Shorin e Shorei.

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Soshin e il figlio Takayoshi Nagamine
Naha 1991

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